Tra le grandi a 19 anni

A Barcellona Alberta Santuccio è terza. Alla sua seconda gara di Coppa del Mondo assoluta. Vince Emese Szasz.

 

Ha solo 19 anni. Solo 19 anni, 4 mesi e 14 giorni. Ne ha ancora uno da finire tra le juniores, ed era alla sua seconda gara di Coppa del Mondo di spada femminile tra le assolute. Ci ha messo poco Alberta Santuccio per salire sul suo primo podio internazionale fuori dalle categorie giovanili. Terza, dietro Emese Szasz e Yana Zvereva. E davanti ad altre 222 atlete quasi tutte molto più esperte di lei.

Per raccontare il suo straordinario weekend a Barcellona, non basta partire da sabato mattina e dal tabellone dei 64. Bisogna tornare al giorno prima, venerdì, e alle qualificazioni. Girone quasi perfetto: cinque vittorie e una sconfitta, 15 stoccate all’attivo, 28 date, non sono bastate per evitare i turni di diretta. È servito uno spareggio a cinque (perso contro Federica Santandrea) e altri due assalti a 15, nei tabelloni preliminari dei 128 e dei 64, per garantirsi un posto nella gara del sabato.

Tredici assalti in due giorni, dieci avversarie sconfitte. È successo tutto in fretta per lei. Quattro giorni fa era a Gerusalemme, a sfiorare un titolo europeo a squadre under 20, accontentandosi di un argento alla priorità dopo aver condotto una rimonta che sembrava impossibile, sotto di sei stoccate a 2 minuti e 8 secondi dal termine. Il tempo di tornare in Italia, disfare i bagagli e rifarli subito. Non per uno, non per due, ma per tre giorni di gare.

L’infortunio alla spalla di Bianca Del Carretto le aveva già aperto le porte del quartetto per la prova a squadre di domani, la sua esaltante gara individuale ha dato ragione alla scelta del ct Sandro Cuomo. Sulla sua strada ha incontrato e sconfitto Federica Santandrea (15-8 nel turno dei 64, rivincita e logica conseguenza dello spareggio di ieri), Helene Ngom (15-5 nei 32), Blanka Blach (15-6 nei 16) e Lyubov Shutova (15-9 negli 8). Si è piegata solo davanti alla prima mancina incrociata in giornata, Yana Zvereva.

«Felicissima, ma si può sempre fare di più», ha detto a caldo a Pianeta Scherma. Certo, si può fare di più, ed è la mentalità giusta. Ma in una giornata così, dove le altre italiane sono uscite troppo presto di scena (nelle 32 Francesca Quondamcarlo, nelle 64 Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Marzia Muroni, Sara Carpegna e Federica Santandrea), e con un podio conquistato quando il 20esimo compleanno è ancora lontano, alla seconda gara di Coppa del Mondo tra gli assoluti, si poteva anche fare di peggio. E nessuno, ma proprio nessuno, ne avrebbe fatto un dramma.

 

Finale
Szasz (Hun) b. Zvereva (Rus) 15-10

Semifinali
Zvereva (Rus) b. Santuccio (ITA) 15-6
Szasz (Hun) b. Qin (Chn) 15-9

Quarti
Santuccio (ITA) b. Shutova (Rus) 15-9
Zvereva (Rus) b. Kolobova (Rus) 5-3
Szasz (Hun) b. Beljajeva (Est) 15-4
Qin (Chn) b. Sun (Chn) 14-13

Tabellone delle 16
Santuccio (ITA) b. Blach (Pol) 15-6

Tabellone delle 32
Santuccio (ITA) b. Ngom (Fra) 15-5
Szasz (Hun) b. Quondamcarlo (ITA) 15-2

Tabellone delle 64
Santuccio (ITA) b. Santandrea (ITA) 15-8
Piekarska (Pol) b. Navarria (ITA) 15-13
Martinez (Ven) b. Fiamingo (ITA) 15-11
Quondamcarlo (ITA) b. Kuusk (Est) 12-10
Goram (Fra) b. Muroni (ITA) 15-11
Branza (Rou) b. Carpegna (ITA) 15-10

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Foto di Augusto Bizzi per Federscherma
jizzrain.com/vd/2353-video

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