Il bronzo di Enrico

Garozzo terzo ai Mondiali di Kazan con Grumier. Oro al francese Ulrich Robeiri, argento al coreano Park Kyoungdoo. 

 

La prima volta non si scorda mai. Enrico Garozzo c’era andato vicino già tre anni fa, a Catania. Ma aveva solo 22 anni, e il suo tempo doveva ancora venire. È cresciuto Enrico, fino a questo meraviglioso bronzo mondiale, conquistato in una gara tirata con sicurezza fino alla semifinale.

Poi la sconfitta con Park Kyoungdoo e quella brutta allergia alla spada coreana, una difficoltà che condivide con tanti illustri colleghi. Con Bogdan Nikishin, per esempio, costretto ai piedi del podio dopo aver eliminato Paolo Pizzo e al termine di una grande stagione. Non con Ulrich Robeiri, che domina la finale dopo aver avuto la meglio in semifinale sul connazionale Gauthier Grumier, si impone 15-11 e centra il suo primo titolo mondiale individuale a 31 anni.

Preciso Enrico e convinto di potercela fare anche nei momenti più difficili. Come quando, negli ottavi di finale, si è trovato davanti il coreano Jung Jinsun. Un osso durissimo, numero 9 del ranking, vincitore di una prova di Coppa del Mondo proprio in Italia, a Legnano. Enrico è andato sotto 10-6, ne ha infilate cinque consecutive per passare avanti 11-10, ha amministrato e allungato fino al 13-11, poi ha subito il 13-12 e il 13-13 col coreano che si buttava in avanti alla disperata. A sette secondi dalla fine, quasi tutti, avrebbero scelto di andare al minuto supplementare. Enrico no, ha visto lo spazio nella guardia di Jung, a un secondo dalla fine, è partito e ha toccato.

È stato lì, dopo due turni non troppo complicati contro il tedesco Norman Ackermann (12-8) e il russo Sergey Khodos (15-12), che si è capito che poteva essere una grande giornata. In quel momento e poco dopo, quando Fabian Kauter si è clamorosamente fermato davanti all’estone Sten Priinits. Un avversario decisamente più morbido per Enrico, che non ha compiuto lo stesso errore del collega svizzero e si è imposto 15-9, assicurandosi la medaglia. Poi la semifinale con Park Kyungdoo, numero 27 del mondo, ma già bronzo a Catania 2011 e terzo anche ai recenti campionati asiatici. Non c’è stato praticamente mai assalto, con Garozzo subito sotto, capace di riavvicinarsi fino al -1, ma nemmeno una volta in vantaggio nel corso del match.

Una sconfitta che non può togliere niente alla grande prova del carabiniere di Acireale. Quel bronzo è un risultato eccellente per lui e per tutta la spada azzurra che, oltre a celebrare il primo titolo mondiale di Rossella Fiamingo, ha ricevuto conferma del ritorno di Paolo Pizzo. L’aviere catanese si è fermato agli ottavi di finale, quindicesimo, lontano dal podio ma autore di una gara di ottimo livello. Non può preoccupare l’eliminazione per mano di Bogdan Nikishin, ucraino che quest’anno ha vinto due prove di Coppa del Mondo e che per caratteristiche tecniche è uno degli avversari peggiori che Pizzo possa trovarsi davanti. La giornata di Pizzo è stata ottima, cominciata con una vittoria in rimonta per 15-14 su Jean Michel Lucenay e proseguita con un successo netto per 15-9 su José Luis Abajo. Il risultato di oggi è quindi una conferma di un Pizzo ritrovato dopo il titolo italiano conquistato ad Acireale e l’argento europeo di Strasburgo. E vale il ritorno nei primi 16 del ranking mondiale.

Fuori nei 64, invece, Lorenzo Bruttini, battuto 15-11 dall’uzbeko Ruslan Kudayev. Anche su di lui e su Marco Fichera, fuori nelle qualificazioni per un blackout da dimenticare il prima possibile, l’Italia punterà per essere protagonista nella prova a squadre. In una stato di forma fisica e mentale che lascia ben sperare.

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Foto di Augusto Bizzi per Federscherma

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