Italia stai Serena, tre medaglie in un giorno

Rossini d’argento nel fioretto femminile, nella sciabola maschile è bronzo per Neri e Arpino

 

L’Italia dei Cadetti in versione individuale si congeda dai Mondiali di Tashkent con tre medaglie in un solo giorno: il fioretto femminile regala alla Nazionale azzurra l’argento grazie a Serena Rossini, che con una gara superlativa arriva a una sola stoccata dalla medaglia d’oro, mentre dalla sciabola maschile arrivano le due medaglie di bronzo di Matteo Neri e Alberto Arpino. Le tre medaglie di oggi, aggiunte al bronzo di Eleonora De Marchi nella spada femminile e all’argento di Lucia Lucarini nella sciabola femminile completano un bilancio di tutto rispetto per i nostri colori, a cui purtroppo è mancato l’acuto del gradino più alto del podio: cinque medaglie lungo tre giorni di gare.

Nel fioretto femminile, arma per eccellenza della scherma italiana, il percorso verso il podio di Serena Rossini è comunque da incorniciare: dopo due vittorie nei primi due assalti contro Mizoguchi (11-10) e nel derby contro Ludovica Bicego (15-8), è la volta di tre assalti consecutivi conclusi solo all’ultima stoccata di cui gli ultimi due, semifinale e finale, con notevoli parziali di rimonta. Prima la vittoria ai quarti contro l’americana Deschner, in un assalto dall’andamento equilibrato, la prima rimonta in semifinale contro l’altra americana Sylvie Binder (bronzo insieme alla russa Victoria Yusova) è andata a segno con un parziale di 7-1 a metà assalto, mentre la finale contro l’astro nascente tedesco Leonie Ebert, che a 15 anni ha già fatto il suo esordio in Coppa del Mondo (raggiungendo addirittura il tabellone principale nella prova di Algeri) ha visto tutta la tenacia e la classe dell’atleta marchigiana nelle sette stoccate consecutive che l’hanno portata da 4-9 fino a 11-9 e da lì davvero a un passo da un meritato oro, trasformatosi in argento solo sul 14 pari. La terza azzurra in gara nel fioretto, Elena Tangherlini, si è invece fermata al turno dei 64 di fronte alla coreana Mo Jandee (15-8).

Nella sciabola maschile il titolo di campione del mondo Cadetti è andato al coreano Kim Jongdu, numero uno del tabellone, che nell’altra appassionante finalissima ha superato sempre all’ultima stoccata il russo Konstantin Lokhanov, Di fronte ai due si erano dovuti arrendere in semifinale Neri (15-11 da Kim) e Arpino (15-6 da Lokhanov), autori entrambi di un’ottima prova complessiva, che vale appunto il terzo gradino del podio. Particolarmente brillante il percorso di Alberto, con un netto 15-5 inflitto all’ucraino Tryfonov nei quarti, mentre più costante è stato quello di Matteo, che sempre nei quarti ha regolato con il punteggio di 15-12 il russo Kostenko, che aveva eliminato ai 32 l’ultimo azzurro in tabellone, Flavio Maria Tricarico.

Twitter: MattiaBoretti

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma
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