Irene Vecchi: «Serena e pronta alla battaglia»

La livornese è carica in vista degli Europei di Montreux. Dove è pronta a dire la sua. 

 

Una stagione con più ombre che luci non toglie il sorriso a Irene Vecchi. La sciabolatrice livornese è serena e vogliosa di fare bene sulle pedane svizzere di Montreux, tanto a livello individuale quanto a squadre,  con bene in testa l’obiettivo finale: volare assieme alle compagne di squadra ai Giochi Olimpici di Rio 2016. L’abbiamo incontrata al padiglione della kInder + Sport, al termine della conferenza stampa di presentazione delle squadre azzurre per i prossimi impegni internazionali.

Con che sensazioni arrivi a questo europeo?
Quelle giuste per affrontare una gara importante come questa. Da affrontare con la giusta serenità e la giusta voglia. E io le ho entrambe.

Come giudicheresti sin qui la tua stagione?
Non è stata certamente una delle mie migliori stagioni, su questo non ci piove. Anche se non saprei spiegarmi il motivo. Tuttavia bisogna saper affrontare anche i momenti negativi, e provare a dare una svolta che spesso arriva in momenti che uno neanche si aspetta.

Apparentemente la gara individuale ha un pronostico già scritto. Tu come ti vedi?
È una gara particolare, secca. E la fase a gironi obbliga tutte a entrare fin da subito in gara. Senza contare che poi un momento storto può capitare a tutti. Certo Kharlan e Velikaya partono con un pronostico forte alle spalle, ma vedremo.

Prova a squadre: ci sono almeno tre/quattro squadre in lotta per la medaglia, fra cui l’Italia. Sei d’accordo?
Vero. In partenza ci sono molte squadre che hanno le carte in regola per ambire alla medaglia. Fra cui ci siamo noi…

Ce n’è una di quelle sopra dette che temete in particolare?
Di primo acchito ti direi la Russia, perché è una squadra  completa, con quattro atlete di vertice. Anche se nelle ultime gare non girano molto bene, può capitare quando ci sono ragazze tutti di forte personalità. Di contro, la Francia pur avendo meno solidità a livello individuale, è molto più squadra di loro: sono molto convinte dei loro mezzi e questo fa rendere molto, spesso oltre i semplici valori tecnici.  Anche l’Ucraina è molto molto pericolosa, hanno una fuoriclasse in squadra. Ma, come dettoti, sono molte le squadre pericolose.

Secondo te, quale può essere il quid in più della squadra azzurra?
Indubbiamente la voglia di arrivare, di mettere nel mirino la prospettiva olimpica e raggiungere la qualificazione il più velocemente possibile. Perché poi la lotta diventa veramente dura per tutti.

 

Twitter: agenna85

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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