Stefano Cerioni: «Un buon Europeo»

Il bilancio del ct italiano per quanto riguarda il fioretto russo a Monterux 2015.

 

Si chiude con tre medaglie d’argento l’avventura del fioretto russo sulle pedane degli Europei di Montreux 2015. Un buon bottino, messo in cascina grazie alla firma di Larisa Korobeynikova nell’individuale femminile e grazie ai due quartetti. Un bilancio che lascia tutto sommato soddisfatto Stefano Cerioni, che ai nostri microfoni traccia un consuntivo di questi Europei appena andati in archivio.

Partendo dal settore maschile, come giudichi questi Europei di Montreux 2015?
Mi aspettavo qualcosina in più dai ragazzi, soprattutto a livello individuale. Ma non ne faccio un dramma. Negli ultimi anni siamo cresciuti molto e in questa stagione siamo andati sempre sul podio, ed è questo ciò che conta: migliorare e fare risultati e questi comunque ci sono stati. Per le vittorie ci manca comunque davvero poco, l’unica cosa da fare è continuare a lavorare per cercare di centrarle.

E per quanto riguarda il settore femminile?
Resta indiscutibile il fatto che le italiane siano ancora le più forti del circuito, ma credo che piano ci stiamo avvicinando come dimostrano gli ultimi assalti persi per una stoccata. Purtroppo questo è un problema di mentalità su cui dobbiamo lavorare, anche se purtroppo resta molto difficile vincere la paura e avere la convinzione giusta perché si possa poi fare il passo decisivo una volta arrivate a un passo dalla vittoria. Penso che sia dura migliorare questo aspetto, ma lavoreremo per farlo, perché resto convinto che il livello delle due squadre si sia avvicinato di molto. Venendo alla stretta attualità, questo rimane un ottimo Europeo e, più in generale, un’ottima annata in cui siamo riusciti anche a scavalcare le azzurre in testa al ranking a squadre, per non parlare delle tre vittorie in stagione in Coppa del Mondo. bene così quindi, anche se per me la squadra femminile italiana resta ancora la più forte.

A breve c’è il Mondiale in casa, questo mette pressione o non cambia nulla per voi?
In realtà c’era già stato l’anno scorso a Kazan e per le ragazze la pressione si è fatta sentire non poco, tanto che nell’individuale non sono riuscite a tirare come loro sanno. Speriamo che quest’anno, forti dell’esperienza dell’anno passato, si riesca ad affrontare meglio gli assalti. Di certo il tirare in casa significa avere un qualcosa in più da parte del pubblico, non maggiore pressione e spero che tanto i ragazzi quanto le ragazze riescano a capire ciò. Dopotutto l’anno scorso con i maschi siamo riusciti a portare a casa due medaglie, di cui una d’oro.

In generale, quindi, si può dire che la condizione generale della truppa sia buona?
Si direi di sì, sono molto soddisfatto di ciò che stiamo facendo. I ragazzi stanno seguendo le nostre indicazioni e stanno migliorando, il nostro obiettivo resta quello di arrivare al top all’Olimpiade dell’anno prossimo a Rio per fare il meglio possibile. L’Italia rimane sempre la favorita, ma noi siamo lì.

Guardando oltre questo Europeo, il lavoro tuo e dello staff sta portando altri frutti, fra cui l’emergere di volti nuovi tanto al maschile quanto al femminile. Confermi?
Al maschile abbiamo creato un gruppo di atleti in grado di lottare per il podio. Prima avevamo il solo Cheremisinov che ogni tanto faceva una finale, ora abbiamo sette/otto atleti che fanno finali e podio con costanza. Indubbiamente questo è segno di grossa crescita. Più difficile il discorso a livello femminile, perché sebbene ci siano delle giovani interessanti, dobbiamo fare i conti con un numero di atlete veramente esiguo. Fortunatamente, se vogliamo fare l’eccezione della Shanaeva, la squadra è molto giovane così come quella maschile. L’importante è fare podi con atleti diversi e portare sempre nuovi giovani ad alti livelli.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

 

 
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