Sciabola femminile, la carica della Francia

Le sciabolatrici francesi sono pronte a rinverdire i fasti degli anni d’oro. E il futuro è roseo.

 

La loro forza è il gruppo. Lo han sempre detto e sempre lo ripeteranno. Affiatate e sicure dei propri mezzi, le quattro ragazze della sciabola francese da un anno a questa parte sono diventate fra le avversarie più temibili nelle prove a squadre. Perché se l’Ucraina ha in Olga Kharlan il suo epicentro e la Russia può contare su quattro individualità di spicco, la forza delle transalpine è tutta nel gruppo, nell’unità di squadra e nella forte convinzione che, unendo le proprie forze e remando compatte nella stessa direzione, si possano ottenere grandi risultati.

Questi gli ingredienti vincenti: due  veterane di buon talento come  Charlotte Lembach – che è la migliore anche a livello individuale, come dimostrano i podi fatti in Coppa del Mondo e il bell’argento preso proprio a Montreux – e Cecilia Berder,  coadiuvate da due interessanti prospetti, la possente Saoussen Boudiaf, maga della scherma difensiva con cui costruisce buona parte delle sue stoccate, e Manon Brunet, la piccolina del gruppo con i suoi diciannove anni fatti di talento e zero timore reverenziale anche al cospetto di campionesse ben più esperte e titolate di lei. «La gioventù e l’esperienza che danzano assieme»,come ci aveva detto Charlotte Lembach appena dopo il podio di Montreux. In questo modo, il quartetto della Francia da un anno a questa parte si sta ritagliando un ruolo di assoluto protagonista nelle gare a squadre tanto in Coppa del Mondo quanto nei grandi eventi quali Europei e Mondiali.

A parlare sono i risultati: tre medaglie d’argento fra gli Europei di Strasburgo, quelli di Montreux e i Mondiali di Kazan, a cui si deve aggiungere la recente vittoria in Coppa del Mondo ottenuta a Pechino, dove peraltro le ragazze han dovuto fronteggiare l’assenza in finale di Charlotte Lembach – infortunata – e fare i conti con una Cecilia Berder non al meglio. Grazie a queste performance, le sabreuses hanno artigliato e consolidato il secondo posto nel ranking mondiale per team, sulla scia delle americane iridate in carica. Un’ottima piazza da cui partire per affrontare la seconda parte del cammino verso Rio 2016, Mondiali di Mosca in primis, dove le francesi sono attese nel ruolo non più di pericolose outsider ma di favorite per il titolo finale, al pari dei già citati Stati Uniti, Russia e Ucraina. Le ragazze ne sono consapevoli e fino a questo momento si sono sempre fatte trovare pronte all’appello: per battere le grandi potenze manca ancora qualche dettaglio da affinare, sistemati i quali i massimi traguardi a livello Mondiale e – perché no – olimpico non saranno più solo dei sogni d’oro ma possibilità concrete.

Se Berder, Boudiaf, Brunet e Lembach sono il presente, dietro di loro già scalpitano altre leve: da Sara Balzer a Margaux Rifkiss, passando per la ragazzina terribile Caroline Queroli, diciassettenne appena laureatasi Campionessa del Mondo categoria Under 20 ai recenti Mondiali di Tashkent. Battendo in finale proprio la più “esperta” Manon Brunet. E i nomi citati sono solo alcuni esempi di un vivaio ricco di talenti, pronto a rinverdire i fasti delle grandi sciabolatrici francesi Leonore Perrus, Cecile Argiolas e Anne Louise – Touya.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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