Andrea Magro: «C’è ancora molto da lavorare»

Il punto di Andrea Magro dopo i suoi primi due anni in Germania. Il futuro si chiama Leonie Ebert.

 

Dall’Italia alla Germania passando per il Giappone. Andrea Magro, dal novembre del 2013 è sotto contratto con la federazione tedesca di scherma con l’obiettivo di riportare il fioretto femminile – che a cavallo fra anni ’80 e anni ’90 furoreggiava sulle pedane di tutto il Mondo grazie alle imprese di campionesse del calibro di Anja Fichtel, Sabine Bau e Zita Funkenhauser – sui livelli più alti a livello mondiale.

Missione tosta per il tecnico friulano, responsabile unico del settore dai Giovani agli Assoluti, con un impegno contrattuale che si estende fino al 2020, con l’opzione di valutare, dopo il prima quadriennio, se proseguire o meno il rapporto. Lo abbiamo incontrato durante i Campionati Europei di Montreux, approfittando dell’occasione per scambiare con lui due battute e farci raccontare come si svolge il suo lavoro. Con il presente che si chiama Rio 2016 e il futuro che ha già un nome e un cognome, Leonie Ebert.

Sei in Germania da due anni che bilancio trarresti da questo primo periodo?
Sicuramente un’esperienza interessante e molto divertente. Mi han chiamato per cercare di cambiare qualcosa, chiedendomi di prendere la responsabilità di tutto il settore in senso verticale, dalle Cadette fino all’assoluto. Stiamo lavorando molto, ma al momento i risultati sono arrivati solo dalle più giovani, in particolare da Leonie Ebert.

A proposito della Ebert, siamo rimasti molto colpiti dalle sue prestazioni. Cosa ci dici di lei?
È brava, questo è indiscutibile. Però è molto giovane e stiamo facendola crescere con serenità e tranquillità, facendole fare le gare della sua categoria e ogni tanto, come le dico sempre., portandola a Disneyword, ovvero alle gare Senior. Anche qui, però, l’obiettivo è solo quello di divertirsi e fare esperienza, perché possa prendere contatto con l’atmosfera delle gare dei grandi. E per ora questo tipo di lavoro sta pagando.

A Tauber le hai anche fatto chiudere il quartetto nella prova a squadre. Come se l’è cavata?
Bene, anche perchè – come ti ho detto prima – tutto è improntato all’obiettivo di farla divertire e farle fare esperienza. E questa strategia ha pagato, perché tanto agli Europei quanto ai Mondiali Cadetti e Giovani ha tirato veramente bene. E non parlo solo delle medaglie (due ori a livello cadetti, un argento e un bronzo a livello Under 20, ndr), ma proprio come ha tirato, gestendo in maniera molto matura gli assalti anche contro atlete più esperte. Quanto a Tauber, c’erano le condizioni per permetterle di farle fare questa esperienza e gliel’abbiamo fatta fare. Ed è andata bene.

Credi possa essere pronta per poter dire la sua in Coppa del Mondo, sempre ovviamente tenuto conto della giovanissima età?
Al momento, ripeto, conta solo che faccia esperienza. Dopotutto ha di fronte atlete che sono sulla scena da anni, molto esperte. Lei deve solo pensare a divertirsi, poi quando sarà il momento di lanciarla lo decideremo, ma sempre seguendo questa idea di lavoro. Resta il fatto che rispetto alle ragazze della sua età è abbastanza avanti, lo dicono i risultati: nei cadetti ha vinto l’oro ad Europei e Mondiali, e poi ha fatto medaglia nella categoria superiore. Questo dimostra che ha delle qualità innegabili. Per questo la faccio anche spesso allenare con le più grandi, come ho già fatto in Italia e in Giappone, perché solo in questo modo i giovani che hanno del talento lo possono esprimere. Comunque Leonie avrà di sicuro la sua occasione.

Le Ebert è di certo il futuro, il presente invece cosa riserva alla Germania?
C’è sicuramente Carolin Golbutisky, ma anche tutte le ragazze qui presenti a Montreux, come Hampel, Schmitz, Sauer e tutte le altre ragazze che ora sono a casa, fra cui anche la Bingenheimer, che purtroppo si è fatta male al ginocchio due settimane prima di Montreux. Il compito mio è di lavorare con loro, e i risultati ci dicono che da farne ce n’è molto, ma per me loro restano al momento le migliori ragazze che ho a disposizione. Appena dopo gli Europei  con loro andrò a Baku per gli European Games: dato che ho poche ragazze a disposizione, è un’occasione per far loro mantenere il ritmo gara in vista dei Mondiali di Mosca.

Che realtà hai trovato a livello numerico e qualitativo ?
Purtroppo a parlare sono i ranking, anche a livello giovanile. Prima che la Ebert facesse così bene questa stagione, era difficile trovare ragazze ai vertici. A livello assoluto, l’ultima atleta di valore è stata Carolin Golubitsky, soprattutto nella sua versione 2013, quando ha preso medaglie ad Europei e Mondiali. Ma ciò che conta per me in questo momento è capire che materiale ho a disposizione, e per questo sono sempre in giro a vedere le gare di tutte le categorie: obiettivamente continuiamo a fare un fioretto che resta distante dal fioretto che si tira, ad esempio, in Russia e Italia. Credo sia giunto il momento in cui tutti gli allenatori tedeschi lavorino nella direzione di portare il nostro fioretto al passo coi tempi.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

 

 

 

 

 

 
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