Francesca Quondamcarlo: «Una scelta che mi delude»

Avrebbe voluto fare il Mondiale di Mosca. Pensava di averne diritto dopo i risultati ottenuti dalla squadra di cui faceva parte. Francesca Quondamcarlo non si dà pace: «Avrei voluto finire la stagione».

 

Nell’ultimo anno è sempre stata parte integrante del quartetto di spada femminile capace di salire sul podio 8 volte nelle ultime 9 gare. Ha contribuito a ricostruire un gruppo che era uscito da Londra 2012 a pezzi e ora, alla vigilia dei Mondiali di Mosca, è al primo posto del ranking mondiale. Poi, poco dopo il bronzo agli Europei di Montreux, Francesca Quondamcarlo ha ricevuto una notizia che non avrebbe mai voluto ricevere. Non partirà per la Russia, non salirà in pedana per cercare l’affondo al titolo mondiale. Al suo posto ci sarà Francesca Boscarelli, premiata per gli ottimi risultati ottenuti nelle gare individuali, con una vittoria nel Gp di Rio e il bronzo ai campionati italiani di Torino. Per l’atleta romana è stato un colpo durissimo, difficile da digerire. Così ha deciso di aprirsi con Pianeta Scherma.

Su Facebook hai parlato di “schifo sempre più evidente”. A cosa ti riferisci?
Non era riferito alla mia esclusione dalla squadra per i Mondiali, anche se in questo momento non riesco davvero a metabolizzare la scelta di Cuomo per quanto riguarda la gara a squadre. La delusione è immensa ma nel ritiro di Mezzana ho avuto un chiarimento con il ct Cuomo che mi ha rassicurata, poiché mi ha detto che le sue scelte non sono definitive per il prossimo anno, ma soprattutto che non ha adottato, nell’operare la sua scelta, preferenze a livello personale, sebbene la Boscarelli sia stata una sua atleta fin da quando è piccola.

Perché pensi che non sia solo una scelta tecnica?
In realtà non ho mai pensato che la scelta fosse dettata da altri motivi che non fossero quelli tecnici, anche perché lei a livello individuale ha avuto risultati che io non ho invece avuto. Ed essendo al scherma uno sport individuale, è giusto che venga premiata chi allo stato attuale risulta essere più in forma. Ciò premesso, la mia delusione è prettamente di carattere personale e deriva dal fatto che a Mosca non ci sarò e non sarò io la quarta spadista nell’ultima gara della stagione.

E come ti è stata motivata questa decisione?
Quando abbiamo avuto il confronto io e il tecnico, mi è stato detto che la decisione è stata presa in base ai risultati delle gare individuali. I risultati parlano chiaro, quindi la sua scelta è inattaccabile, anche perchè – ribadisco – la scherma è uno sport individuale ed è giusto che alla base delle scelte del ct ci siano i risultati individuali. La mia delusione arriva dalla constatazione che essendo in squadra da tanti anni e avendo fatto in questa stagione tantissimi risultati con il quartetto, pensavo di poter concludere la mia stagione al Mondiale. Dopotutto avevo tirato anche agli Europei 10 giorni fa, anche se mi dispiace di essere stata poco impiegata in quell’occasione. Mi avrebbe fatto piacere chiudere la stagione con la squadra al primo posto del ranking per poi ricominciare tutte alla pari a settembre. Ad ogni modo il ct mi ha rassicurato che a settembre tutte partiranno di nuovo sullo stesso piano. I risultati individuali li avevo ottenuti anche io negli ultimi due anni, però è altrettanto vero che non si può campare di rendita: in questa stagione mi sono concentrata sempre sulla qualifica a squadre, non tenendo in considerazione il fatto che le cose potessero cambiare così velocemente e io potessi uscire di squadra proprio nella gara che sognavo da tempo.

In questi giorni hai ricevuto attestati di stima e affetto?
In tanti mi hanno scritto ed espresso il loro dispiacere: tutto ciò mi rende molto felice, perché vuol dire che molte persone si sono affezionate alla squadra . Tanti dicono «squadra che vince non si cambia», ma io penso che Rossella, Mara e Bianca possano farcela anche senza di me! E penso anche che la Boscarelli sia un’atleta assolutamente in grado di fare una gara a squadre, e che meriti ampiamente la possibilità di giocarsi le olimpiadi e di fare il Mondiale individuale. Io non discuto le qualità tecniche di nessuno, non sono in grado, non sono un tecnico e non mi permetterei mai, quello che spiace a me è solo e soltanto non esserci. Ripeto, la mia delusione è però circoscritta alla sola gara a squadre, questo voglio sia chiaro.
Non mi aspettavo tanti messaggi, tante chiamate, anche da persone che non conosco ma che hanno sempre fatto il tifo per la squadra e spero continuerannoa farlo perché le ragazze devono vincere per centrare la qualificazione olimpica.

Immagino che in questa situazione non sia facile vivere il ritiro.
Stare in ritiro è veramente dura, molto di più di quello che immaginavo. A Mezzana ho dormito poco, e non ho potuto non pensare alla situazione che è cambiata così velocemente. Pensavo di averla metabolizzata, ma quando sono arrivata lì non sono riuscita a dare quanto avrei voluto. Ho cercato comunque di essere professionale in tutti i match, il fatto che non sorrida o stia un po’ in disparte non vuol dire che io non voglia esserlo. Anzi, a Formia dovrò dare davvero molto di più, e superare a testa alta questa delusione. Devo farlo per me, e per andare oltre questo momento di dispiacere. Ma soprattutto, ho promesso a Cuomo che mi comporterò in modo professionale e lavorerò duro, perchè lo devo a me stessa e al gruppo.

Non molli, quindi.
Ora sono qui. Un giorno penso che sia inutile provarci, perché tanto non avrà mai fiducia in me, il giorno dopo penso che se facessi il Mondiale domani lo vincerei. Sono già passata per questa situazione prima di Londra e non ho mollato anzi. La squadra che ritrovai era a pezzi, sono contenta di averla trainata per un po’ fino in cima! Ho sempre creduto in questo gruppo, la mia opinione non cambierà mai.

Rilanci la sfida?
Non sono una che molla, anzi. Ho sempre lottato per me stessa, non credo la darò vinta così facilmente a chi non aspetta altro. Poi vedremo cosa verrà fuori. Va da sé che devo dimostrare tutto il mio valore semplicemente facendo risultati a livello individuali, che mi possano poi mettere in condizione di poter conquistare la fiducia del gruppo. Ciò che non uccide, fortifica. Almeno di solito è così.

Non lasci l’Italia come hai scritto su Facebook. Possiamo stare tranquilli, vero?
Io sono italiana, amo l’Italia, amo la mia squadra, amo la mia tuta della Kappa celeste… Però il pensiero di alcune squadre straniere, e di come rispettano l’unione e gli equilibri che ci sono, mi piace. Mi piace pensare che un giorno conquisterò anch’io quella fiducia facendo risultati, senza dover fare strani pensieri. Non lascerei mai l’Italia, anche se dovessero lasciarmi di nuovo a casa per le Olimpiadi! Il mio cuore è verde bianco e rosso, e lo sarà sempre, indipendentemente dalle scelte che fanno per me nella scherma.

 

 

Twitter: GabrieleLippi1

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Foto di Augusto Bizzi per Federscherma

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