Berré: «Pronto a vendere cara la pelle per Rio»

Intervista con lo sciabolatore azzurro in vista della nuova stagione. Fra riscatto e l’obiettivo Rio da centrare.

 

Carico e con una gran voglia di fare bene. Smaltite le emozioni per l’oro a squadre di Mosca e le tossine di una stagione che, a livello individuale, ha dato poche gratificazioni allo sciabolatore romano, Enrico Berrè guarda con fiducia alla stagione che sta per arrivare. Operazione riscatto per lui, ma anche grande attenzione a non perdere il vero obiettivo, ovvero la qualificazione per le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Una lotta dura, acuita dalla mancanza di prove a squadre, in cinque per soli due posti e ancora tutto da decidere.

Lo abbiamo incontrato a margine del Gran Galà di scherma a Milano, dove ha fatto parte della selezione azzurra che ha sfidato una rappresentativa del Resto del Mondo nell’evento promozionale andato in scena lo scorso giovedì al Castello Sforzesco.

Manca poco alla nuova stagione, come ti senti?
Bene! Ho staccato un po’ le batterie questa estate, avevo davvero voglia di staccare dopo una stagione, la scorsa,  non troppo esaltante per me. Adesso ho ripreso da poco, ma ho buone sensazioni, ho voglia di fare bene e riscattarmi. Da lunedì si va in ritiro e fra un mese si inizia con la Coppa del Mondo: ora bisogna stringere i denti perché è necessario farsi trovare subito pronti.

Campione del Mondo, ti fa ancora effetto questa parola riferita a te?
Bello, bellissimo! Ci ho messo un po’ per realizzare cosa significhi, ma è una sensazione incredibile. Non tutti possono sentirsi chiamare “campione del Mondo” ed è una cosa da pelle d’oca. Ma sopratutto, sono sicuro sarà uno stimolo in più per avere ancora più fiducia nei miei mezzi.

La stagione che sta per arrivare è fondamentale perché completa il percorso di qualifica olimpica: che sensazioni hai in tale ottica?
Ci sono ancora sei gare e finchè la matematica non mi da per sconfitto, io me la gioco fino all’ultima gara. Sono pronto a lottare fino alla fine e vendere cara la pelle. Tutto quello che c’è da fare lo farò, perchè sogno le Olimpiadi fin da quando sono bambino e lo devo rincorrere al massimo delle mie possibilità: se gli altri saranno stati più bravi di me, mi rimboccherò le maniche e mi metterò a lavorare  per il prossimo quadriennio. Alla fine ho solo ventidue anni e ho tutto il tempo per andare alle Olimpiadi: chiaro, sogno tanto Rio ma ora pensiamo a fare bene in queste gare e poi tireremo le somme.

L’esplosione di Luca Curatoli rappresenta un ulteriore stimolo o è un “fastidio” in più?
Luca ricorda tanto il percorso che ho fatto io tre anni fa quando sono entrato negli assoluti, ha la stessa sfrontatezza e “arroganza” tipica dei giovani, senza paura né timori verso alcuno ma solo con una gran voglia di spaccare il mondo. Indubbiamente è un atleta di grande livello, uno schermidore fantastico e per me un grande stimolo in più. Diciamo che è un problema, ma un problema utile – chiamiamolo così – perché sarà anche un mio compagno di squadra e con lui si può fare bene per tanti anni.

E il clima in squadra?
In pedana siamo avversari, ma aldifuori della scherma siamo tutti amici. Con Luca, come anche con Aldo, Diego e Gigi. Se saranno più bravi di me, sarò ben felice di stringere loro la mano e fare il tifo per loro alle Olimpiadi. Al momento nessuno di noi è qualificato, quindi in bocca al lupo a tutti noi e alla fine chi riuscirà a qualificarsi vorrà dire che sarà stato il più bravo.

Twitter: agenna85

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Fotografiia Alessandro Gennari per Pianeta Scherma

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