Rio 2016: stars, stripes e hijab

Ibtihaj Muhammad sarà la prima americana a gareggiare in un’Olimpiade indossando il velo.

 

Per la leggenda l’appuntamento è fissato nei giorni dell’8 e del 13 agosto, quando Ibtihaj Muhammad si giocherà le medaglie olimpiche sulle pedane di Rio tanto nella prova individuale quanto in quella a squadre. Ma intanto, questa trentenne nativa del New jersey, il suo posto nella storia lo ha già: diventerà infatti la prima atleta americana in assoluto a gareggiare in un’Olimpiade indossando l’hijab, il velo portato dalle donne islamiche. Non una prima volta certamente per lei, che già è stata la prima donna musulmana a entrare in una nazionale americana di scherma.

Anche se la line-up della squadra americana che volerà in Brasile sarà ufficialmente annunciata l’11 aprile, la Muhammad è già certa di un posto in squadra in virtù dell’ottimo ruolino di marcia mantenuto durante le prove di Coppa del Mondo valide per la qualificazione olimpica. Il terzo posto della prova di Atene ha significato per lei il secondo podio stagionale e il biglietto per l’Olimpiade. Dove ritroverà Mariel Zagunis e, con ogni probabilità, Dagmara Wozniak, per comporre una squadre che meglio non riuscirebbe ad esemplificare la multietnicità degli Stati Uniti: musulmana e di discendenza afroamericana la Muhammad, figlia di due olimpici lituani la Zagunis, polacca di famiglia e di nascita la Wozniak, ma tutte unite dalla bandiera a Stelle e Strisce.

Ibtihaj ha cominciato a tirare di scherma a 13 anni: una scelta aiutata anche dal fatto che la divisa bianca utilizzata dai tiratori si sposava perfettamente alle esigenze imposte alle femmine dalla religione islamica «I miei genitori erano alla ricerca di uno sport che non avrebbero comportato alterazioni ai miei abiti musulmani» racconta la sciabolatrice in un’intervista rilasciata a buzzfeed.com. Quindi gli inizi, i primi assalti con la spada, i viaggi fra Maplewood – New Jresey – dove vive la famiglia e la palestra a New York, le cene consumate in auto: «Molti genitori, prima delle gare, sono soliti dire ai loro figli di dare il massimo oppure di divertirsi, mia mamma invece mi diceva sempre la solita cosa, “Non farmi buttare via i soldi!”».

Con l’ingresso nella High School, il cambio di arma: su richiesta del suo coach del tempo, Ibtihaj impugna la sciabola. Una scelta vincente, che in breve tempo la porterà a vincere gare su gare fino ad arrivare nella nazionale, con la quale vincerà una medaglia d’oro (Kazan 2014) e ben quattro bronzi; ma anche 3 titoli nazionali individuali. Ora la qualificazione alle Olimpiadi, finalmente artigliata dopo che nel 2012 un infortunio le aveva impedito di stampare il biglietto per Londra. E, a prescindere da come andranno le gare brasiliani, la certezza di un piccolo posto nella storia dello sport americano.

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