La scherma a Torino, una storia lunga mezzo secolo

Nel 1966 la prima edizione della gara di fioretto femminile. Nel 1973 l’ingresso nel circuito di Coppa del Mondo fino al 2003. Prima della rinascita, nel 2009. In mezzo anche il Mondiale 2006.

 

Da Vannetta Masciotta, la prima vincitrice ufficiale della competizione da quando – con il nome di Trofeo Martini – entrò nel circuito di Coppa del Mondo, ad Alice Volpi, l’ultima a firmare l’albo d’oro all’ombra della MoleCorreva l’anno 1973, ma l’inizio della storia d’amore fra Torino e la scherma è iniziata 7 anni prima, nel 1966 con la prima edizione del Martini.

Da allora tutte le più grandi interpreti mondiali del fioretto hanno lasciato la loro zampata nel capoluogo sabaudo. A partire dalle stelle azzurre: e la record woman non poteva che essere Valentina Vezzali, capace di imporsi in ben sette occasioni (1999 -2002 e poi dal 2009 al 2011, anno in cui l’intero podio fu occupato dall’Italia, grazie ad Arianna Errigo, Elisa Di Francisca e Ilaria Salvatori. La segue a due vittorie di distanza Giovanna Trillini, ferma a quota cinque. Nell’albo d’oro della manifestazione, anche Margherita Zalaffi, Dorina Vaccaroni e, in tempi più recenti, Arianna Errigo, Ilaria Salvatori, Elisa Di Francisca e la già citata Alice Volpi.

Ma, come detto, anche le più grandi campionesse straniere hanno voluto lasciare il loro segno a Torino: l’ultima a riuscire nell’impresa, la campionessa Olimpica di Rio 2016 Inna Deriglazova, capace di imporsi nel marzo 2014 a spese di Elisa Di Francisca. Scorrendo a ritroso l’albo d’oro ci sono anche i nomi di Aida Mohamed – vincitrice nel 1997 e che sabato sarà ancora in pedana a lottare con ragazze in match che in alcuni casi hanno tutti i crismi dello scontro generazionale madre contro figlia – delle tedesche Zita Funkenhauser e Anja Fichtel o delle russe Elena Belova (6 vittorie per lei, tre nel periodo pre-coppa del Mondo e altrettante negli anni successivi), Victoria Sidorova e Olga Velitchko. Torino, tuttavia, resta un fortino azzurro: a dimostrare questo, basta dare un’occhiata alle statistiche dell’ultimo periodo, quello che va dalla “rinascita” del 2009, l’edizione che ha sancito il ricucirsi del filo rosso fra Torino e la Coppa del Mondo di scherma, all’anno scorso.

Ma, parlando del rapporto fra la città Sabauda e la grande scherma, non si può non parlare del Mondiale 2006: una grande kermesse, che culminò fra le altre cose con una meravigliosa finale tutta azzurra proprio nel fioretto donne. Vinse Margherita Granbassi – che sette anni dopo, per beffarda del destino, proprio a Torino sarebbe incappata nell’infortunio che l’avrebbe costretta ad appendere per sempre l’arma al chiodo – su Valentina Vezzali.

La revisione dei calendari operata nel 2014, ha poi portato una novità sotto la Mole: l’avvento del Grand Prix, infatti, ha raddoppiato lo spettacolo, offrendo al sempre competente e appassionato pubblico torinese anche la gara maschile. Nelle due edizioni sin qui disputate, è mancato l’acuto vincente per i colori azzurri, che però hanno sempre potuto contare su un rappresentante sul podio. Nella prima edizione ci fu la grande impresa di Valerio Aspromonte, terzo dopo un folle giro d’Italia in automobile per dividersi fra la gara e Ballando con le stelle. Lo scorso novembre, fu invece Lorenzo Nista a fermarsi sul terzo gradino del podio, nel giorno che vide la vittoria del cinese Jianfei Ma.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma
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