Brave bimbe! L’Italsciabola donne sul tetto del Mondo

L’italsciabola trionfa nella prova a squadre di Lipsia e torna sul tetto del Mondo 14 anni dopo l’ultima volta. Bronzo per la Francia.

 

Il sogno è diventato realtà. Il titolo della sciabola femminile torna in Italia 14 anni dopo l’ultima volta, datata 2003. Allora, a La Havana a firmare l’impresa furono Ilaria Bianco, Alessandra Lucchino, Gioia Marzocca e Rossana Pagano; oggi il testimone è passata a Martina Criscio, Rossella Gregorio, Loreta Gulotta e Irene Vecchi. Dominatrici assolute della gara, dominatrici assolute di una stagione in cui ha centrato due vittorie in Coppa del Mondo e chiuso con l’accoppiata Europeo – Mondiale.

Una cavalcata cominciata con la Bielorussa agli ottavi di finale, e proseguita con le vittorie su Messico e Francia. Con quest’ultima che ha rappresentato l’unico brivido della giornata: perché ogni assalto con le transalpine è un lungo thriller vissuto sul filo del rasoio e all’insegna del più grande equilibrio. Lo risolve un guizzo di Rossella Gregorio, che sale in pedana sotto di tre stoccate (37-40) e in pochi attimi è già sotto alla Queroli, giovane sostituta dell’infortunata Balzer, che si ritrova in mano il delicatissimo compito di chiudere una semifinale mondiale al posto di una frastornata Manon Brunet. Portata a termine con successo l’operazione rimonta, restava un solo ostacolo fra le azzurre e l’oro: non l’Ucraina di Olga Kharlan, battuta dalle francesi, non la Russia di un’opaca Yana Egorian, sgambettata dal sorprendente Giappone.

A contendere alle azzurre la posta in palio ci arriva la Corea di Jiyeon Kim, che però fin da subito subisce la legge delle azzurre: apre Rossella Gregorio, poi sul suo spartito si accordano anche Loreta Gulotta e Irene Vecchi a suonare una sinfonia perfetta che non lascia scampo alle asiatiche. Roba da mandare in sollucchero Johann Sebastian Bach, che qui a Lipsia è stato di casa. Un assalto mai in discussione, come testimoniato dal 45-27 finale. La firma, in calce, quella di Rossella Gregorio. Poi l’abbraccio e le emozioni per un’impresa grande grande, attesa da 14 lunghi anni, ciliegina sulla torta di una stagione che difficilmente le ragazze potranno dimenticare. Un viaggio cominciato dal quarto posto di Rio, scandito dalle vittorie di Orleans e Tunisi, e, come un grande crescendo rossiniano, culminato con la doppietta fra Tbilisi e Lipsia.

Nella finale per il bronzo, invece, a imporsi è la Francia che contro il Giappone partono male prima di prodigarsi in una grande rimonta, suggellata da Cecilia Berder. Per poi regalare l’immagine più bella della giornata, portando tutte assieme a centro pedana Sara Balzer, che faceva i tifo per loro dalla tribuna dopo essersi infortunata gravemente nella prova individuale. La gara l’ha vista dalla tribuna, con un tutore alle ginocchia. ma quella medaglia è un po’ anche sua. Nella giornata delle grande emozioni azzurre, c’è spazio anche per questa stupenda dimostrazione di squadra e di spirito di gruppo.

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Fotografia Augusto Bizzi

 

 

 

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