Borel gigante d’oro, azzurri subito fuori dai giochi

Il francese centra il titolo nella spada maschile battendo in finale Limardo Gascon. Svitchar e Nikishin terzi. Male gli azzurri.

 

Il blu carico di Francia, l’azzurro Italia stinto e lontano dai giochi per il podio. Nella giornata di gloria di Yannick Borel, che artiglia il tanto agognato titolo Mondiale, gli spadisti azzurri escono presto dai giochi in una gara in cui si sono susseguite tante emozioni e tante cadute eccellenti. C’è tanta sfortuna nella gara italiana, con il derby che ha messo subito fuori combattimento Enrico Garozzo per mano di Marco Fichera e poi gli stop, tutti al tabellone dei 32 e tutti per una sola stoccata, dello stesso Fichera, di Andrea Santarelli e di Paolo Pizzo.

La scena allora è tutta per il gigante della Guadalupa e al coronamento del suo lungo inseguimento a un titolo che sino ad ora aveva vinto solo a squadre. E che rappresenta il miglior finale di una stagione cominciata in salita e chiusa con una dolce planata sul tetto del Mondo con tanto di triplete con Campionato Europeo – il terzo di fila per lui -e classifica finale di Coppa del Mondo come ciliegine sulla torta. E quel paragone con Zidane, nato come scherzo dei suoi compagni di squadra, ora non può fare altro che rafforzarsi sulla scia di questo successo che accomuna il nativo della Guadalupa alla leggenda del calcio francese.

A proposito di corsi e ricorsi storici: nel 1998, quando la Francia vinse il Mondiale di calcio casalingo, Hugues Obry fece doppietta con Europeo e Mondiale; vent’anni dopo, con la nazionale transalpina di nuovo sul tetto del Mondo pallonaro, ecco la stessa scena ripetersi con protagonista Yannick Borel. Un successo voluto con tutte le forze, il suo,  con tanti brividi di assalti risolti all’ultima botta e il rampante ucraino Svitchkar – bronzo per lui assieme al connazionale Bogdan Nikishin – piegato dopo qualche fatica iniziale in semifinale.

Prima dell’apoteosi della finale a senso unico contro Ruben Limardo Gascòn, oro olimpico di Londra, gradito ritorno ad alti livelli dopo un lungo periodo alle prese con infortuni e problemi vari che sembravano averlo fatto cadere nel dimenticatoio. Un altro argento per lui, dopo quello di Budapest nel 2013 e ancora una volta il sogno di completare il Grand Slam di titoli che sfuma sul più bello. Ma oggi, contro questo Borel, si poteva fare davvero ben poco.

Classifica – 1. Borel (Fra), 2. Limardo Gascon (Ven), 3. Svitchkar (Ukr) 3. Nikishin (Ukr), 5. Park Sangyoung (Kor), 6. Alexanin (Kaz), 7. Steffen (Sui), 8. McDowald (Usa)