Alessandro Paroli, i Mondiali Master con un padre sognatore

 Alessandro Paroli, coinvolto dal padre Giulio nell’organizzazione, racconta lavoro, impegno e speranze per l’evento.

 

Tre categorie, 50 – 59, 60 – 69 e over 70, tutte le armi, uomini e donne. Più la gara a squadre, che raggruppa tutte le categorie insieme. Circa 905 iscritti, e tantissime squadre. «A oggi una sessantina iscritte ma è probabile che se ne aggiungano altre durante le prove individuali» ci racconta il fiorettista, che abbiamo intervistato alla vigilia di questa importante gara, per la prima volta in Italia.

Com’è nata l’idea di organizzare il Mondiale?
L’idea di organizzare i Mondiali nasce sostanzialmente da un padre sognatore, ovvero il mio, innamorato della scherma da quando ha undici anni, che la pratica e che sarà in gara da campione del Mondo in carica di sciabola nella categoria 60 – 69. Dopo aver girato tanto ha pensato che fosse incredibile non avere mai avuto un Mondiale Master in Italia da quando esiste il campionato. Ha deciso di portarlo a Livorno, città che ha una grande tradizione schermistica. Lui è nel mondo Master da quando questo è nato. Ovviamente poco dopo aver lanciato la candidatura, con l’appoggio di Scarso e FIE, ha costituito il Comitato Organizzatore di cui è presidente, la società, e mi ha coinvolto come parte integrante del comitato, io inizialmente avevo tutti gli impegni che ho tutt’ora ma da circa un anno e mezzo sono coinvolto completamente, mi alleno e faccio questo. Faccio gare, torno e faccio questo. Certo, è un grande dispendio di energie, di fatica, però anche fonte di soddisfazione, speriamo che tutto vada per il meglio. Ci sono 59 nazioni coinvolte, da tutto il mondo, paesi che non pensavo neppure facessero scherma come la Nuova Zelanda. Un evento molto grande che ha più partecipanti e nazioni di tutte le edizioni precedenti.

Hai partecipato a una sorta di ritiro con i Master, com’è stata quell’esperienza?
Sì con Andrea Cassarà abbiamo organizzato, la prima settimana di settembre, un allenamento associato al Folgaria Fencing Camp. Voleva essere l’inizio di un nuovo progetto ed anche una sorta di ritiro in preparazione dei Mondiali. È stato molto divertente ed è venuto anche abbastanza bene, ha avuto una buona partecipazione per essere la prima volta. L’idea nasce dalla curiosità di esplorare altri mondi all’interno del nostro sport. Ho fatto una meravigliosa esperienza, che in qualche modo continua ancora oggi, con i paralimpici a Rio e negli ultimi tempi mi sono dedicato anche ai Master. Mondi nei quali trovo somiglianze e differenze, somiglianze nella voglia di primeggiare, di divertirsi. È formativo anche per me, grazie i paralimpici ho capito che un minimo ostacolo o difficoltà non devono fermarti, considerando quello che loro devono sopportare, suonerà retorico ma per me è concretamente così. Con i Master ti rendi conto che la passione per qualcosa non ha età, loro fanno migliaia di chilometri per fare gare, tutto a proprie spese.

È stato tuo padre a trasmetterti l’amore per la scherma?
Certo, avere avuto e avere un padre schermidore ha avuto la sua importanza. Nella mia famiglia un fratello di mia nonna faceva scherma, il mio nonno paterno, mai stato schermidore, ma a lungo consigliere e frequentatore del Fides, una figura un po’ storica per il circolo. Io ho iniziato al Fides come un po’ tutti noi, per poi lasciarlo nel 2010 per l’Accademia Scherma Livorno. I primi passi piccolissimo li ho fatti perché mi ci portava babbo. Per un annetto ho anche smesso intorno ai 7/8 anni, per fare un po’ di calcio, un po’ di nuoto, ma quando sono tornato l’anno dopo veramente non ne sono mai più uscito, fra mille peripezie, ma sono rimasto attaccato alla scherma un po’ come una cozza allo scoglio (ride, ndr)

Questa passione così forte unisce tutti in questo sport
Sì, anche al nostro livello non lascia mai nessuno, c’è sempre quel grande campione che dice basta, smette un anno e ritorna. Certo per noi è un mestiere, ma è un mestiere bello, giri, vedi mondi, è difficile smettere. La passione tiene i Master così attivi. Sono tutti professionisti, persone che fanno diversi mestieri, trovi anche persone che fanno due lavori e poi trovano anche il tempo di allenarsi ed andare a fare le gare. Questo è davvero bellissimo. Per i Master è evidente che è una passione smisurata, senza limite.

Twitter: @Ariariasally

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