Le Roi di Parigi è ancora Foconi, il CIP parla ancora italiano

L’azzurro batte Meinhardt in finale e si conferma campione nella prestigiosa classica parigina. Terzo posto per Giorgio Avola.

In principio fu Christian d’Oriola, il primo a vincere a Parigi ma anche il fondatore dell’esclusivo club di atleti capaci di centrare il back to back nel prestigioso Challenge International de Paris. In quel club oggi ci è entrato un ragazzo ternano che da qualche stagione a questa parte sta volando alle quote più alte del fioretto maschile e che non più tardi di sei mesi coronava la sua migliore annata centrando il titolo Mondiale a Wuxi.

Un anno dopo il trionfo dello scorso anno nella giornata della straordinaria tripletta azzurra, c’è ancora Alessio Foconi sul gradino più alto del podio, a prendersi gli applausi del competente pubblico del Coubertin e godersi le note dell’Inno nazionale italiano dopo aver sollevato al cielo il trofeo del vincitore come fosse la Coppa del Mondo. La finale contro Gerek Meinhardt è solo l’ultimo tassello del capolavoro parigino dipinto dall’azzurro, cominciato in mattinata contro il francese Mourrain e proseguito, assalto dopo assalto, fino alla pennellata finale, battendo anche Race Imboden in semifinale, al termine di un assalto di altissimo pregio tecnico.

Ma l’Italia festeggia non solo grazie a Foconi: da celebrare c’è anche il terzo posto di Giorgio Avola e il piazzamento nei primi otto di Daniele Garozzo (fermato proprio dal connazionale) ed Edoardo Luperi. E, ancora, la bella gara di Guillaume Bianchi, che si ferma agli ottavi di finale, mentre si è chiusa al tabellone dei 32 la gara di Andrea Cassarà. Eliminati al tabellone dei 64, infine, Tommaso Marini e Francesco Trani.

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Fotografia Bizzi

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