Sciabola femminile: tante pretendenti e un duopolio da spezzare

Kharlan e Velikaya, dominatrici delle ultime edizioni, hanno i favori del pronostico. Ma la concorrenza è tanta e le sorprese dietro l’angolo. E le azzurre studiano il colpaccio.

 

Un regno per due, o forse no. Le due in questione sono Sofya Velikaya e Olga Kharlan, le cannibali capaci di trasformare la gara continentale di sciabola femminile in una propria riserva di caccia esclusiva o quasi. Negli ultimi dieci anni, soltanto Svetlana Kormilitsyna – vincitrice del 2010 – e la meteora georgiana Theodora Kakhiani, profetessa in patria nel 2017, hanno spezzato il duopolio delle fuoriclasse venute dall’Est.

Una dittatura o quasi, quella imposta dalle due fuoriclasse, che ripartono dalla parità a 5 titoli ciascuna all’inseguimento di nuovi record. Campionessa uscente è proprio la Velikaya, che l’anno scorso si impose a Novi Sad su Cecilia Berder, tuttavia entrambe hanno sin qui disputato una grande stagione: e se la russa numero 1 del ranking si è portata a casa due vittorie contro l’unica della sua avversaria, è altresì vero che l’ucraina è incappata in un solo reale passo falso, quando è stata eliminata nel tabellone delle 64 a Salt Lake City. Facile conseguenza, il pronostico scivola verso loro due. Ma…

Qui entrano in gioco tante variabili: la prima, le tante pretendenti in grado di fare la voce grossa per la vittoria finale. Eccezion fatta per qualche atleta asiatica, ma qui ne riparleremo a luglio per il Mondiale, tutte le più forte del circuito sono rappresentanti del vecchio continente. Fra giovani rampanti, leggi alla voce Liza Pusztai e Sofya Podzniakova, solite note, campionesse sonnecchianti ma pronte alla zampata (Yana Egorian o Anna Marton su tutte), e possibili sorprese a caccia della loro personale giornata di gloria. C’è poi da considerare una seconda, intrigante variabile: la fase preliminare a gironi potrebbe mischiare un po’ le carte, creare intrecci interessanti e ribaltare i giochi sul tavolo.

Nel mentre, le azzurre studiano il colpaccio: la gara di Palermo ha confermato l’ottimo momento di Irene Vecchi e fatto salire le azioni di Sofia Ciaraglia (ospite della settima puntata del nostro podcast), così come apparse in crescendo di condizione tanto Martina Criscio, a una stoccata dal podio nel Grand Prix di Mosca, quanto Rossella Gregorio. Ottime indicazioni soprattutto in ottica gara a squadre – dove le azzurre hanno sin qui fatto percorso netto quanto a podi e sono reduci dalla vittoria di Tunisi ottenuta proprio con questo quartetto – fondamentale per il cammino verso Rio; ma chissà che qualcuna non si faccia il regalo prezioso e riporti in Italia un titolo vinto la prima e unica volta 16 anni fa da Ilaria Bianco.

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Fotografia Augusto Bizzi