Bhavani Devi: «Felice di essere diventata un modello in India»

La sciabolatrice indiana, allieva di Nicola Zanotti, sogna la qualificazione alle prossime Olimpiadi di Tokyo.

 

Campionati Mondiali Budapest 2013: Nicola Zanotti, felpa dell’Italia d’ordinanza addosso, festeggia la medaglia di bronzo vinta da Irene Vecchi nella prova individuale di sciabola femminile. Sei anni dopo, il Maestro livornese ritrova lo stesso luogo di gara, ma questa volta addosso ha una maglietta arancione vivo con sopra stampata la bandiera dell’India.

Ed è proprio sotto i suoi occhi vigili che si allena Bhavani Devi, 25 anni e una passione enorme per la scherma che l’hanno spinta a lasciare il suo paese e la sua famiglia per inseguire un sogno chiamato Tokyo 2020. Una missione difficile la sua, con base Livorno (dove si è trasferita in maniera stabile da dopo le Olimpiadi di Rio) e con un crocevia importante chiamato Mondiali di Budapest, in una storia che per molti versi ha molto in comune con quella della venezuelana Anabella Acurero. Ma, allo stesso tempo, una sfida che poggia su basi tecniche solide, su una volontà di ferro e su risultati di buona caratura come le recenti vittorie in una prova di Coppa del Mondo satellite e, soprattutto, ai Campionati del Commonwealth.

L’abbiamo incontrata alla vigilia della gara iridata, dove ha strappato il pass per il tabellone principale, per parlare di sogni Olimpici ma anche di un movimento, quello indiano, che proprio sui suoi passi sta provando a costruire fondamenta più solide su cui fondare la propria crescita.

Questo Mondiale è fondamentale per il tuo sogno Olimpico, che atmosfera hai trovato?

Il Mondiale è sempre una gara bellissima, è il più grande torneo dopo i Giochi Olimpici. Inoltre qui ci sono tutte le migliori e vederle tirare e anche gareggiare con loro è una cosa grandiosa per me. Per me che sogno Tokyo 2020 questi mondiali sono molto importanti per la qualificazione perché in palio ci sono molti punti.

Quali sono le tue aspettative per la gara di sabato?

Il mio sogno sarebbe ovviamente quello di vincere una medaglia un giorno, vincere qualcosa, se possibile. Quanto a sabato, non ho molte aspettative, ma voglio soltanto dare il mio massimo.

Affianco a te c’è il Maestro Nicola Zanotti, come ti trovi con lui?

In India la scherma non è così popolare ed è difficile trovare strutture di allenamento o altri atleti con cui tirare. La scherma italiana mi piace molto, soprattutto il team di sciabola maschile. Così quando ho incontrato Nicola a un camp, gli ho chiesto se potevo allenarmi con lui. La cosa molto importante è che io e Nicola abbiamo trovato subito il giusto feeling e lavoro molto bene con lui. E questo è molto importante nello sport, lui ha reso molto facile per me imparare la scherma.

Il tuo percorso sta facendo molto parlare in India e qualcosa sta cambiando nella visione della scherma, cosa pensi?

Io non avevo nessuno in India a cui ispirarmi quando ho iniziato a tirare di scherma, ora in India stanno cominciando a guardare me come modello. Dal momento che io ho cominciato a sognare più in grande e che in questo ci sto mettendo tutto il mio impegno possibile, allora anche altri hanno cominciato a chiedersi: “Perché anche io non posso sognare più in grande?”.

Ma ci sono altri ragazzi e ragazze che ora seguono il tuo esempio?

Si. Prima ero l’unica che venivo per l’India ai Mondiali, ora siamo più di dieci atleti che veniamo alle gare con l’obiettivo di fare del nostro meglio. E questo penso sia il primo grande passo per la scherma indiana per fare esperienza nei grandi tornei internazionali.

Twitter: agenna85

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Fotografia Bizzi