Spada maschile: il ranking aggiornato dopo il Grand Prix di Budapest

 

La mancata partecipazione al Grand Prix di Budapest non ha comunque scalfito la leadership di Paolo Pizzo (che si è sottoposto a intervento chirurgico al gomito del braccio armato) in testa alla classifica della spada maschile. Dietro all’aviere catanese, l’ucraino Bogdan Nikishin e il nostro Marco Fichera. Chiudono la top 5 Nikolaj Novosjolov e il vincitore di Budapest, lo svizzero Max Heinzer.

Quattordicesimo posto per Enrico Garozzo, il terzo azzurro presente fra i primi 16 della classifica.

1 196 PIZZO Paolo
2 176 NIKISHIN Bogdan
3 143 FICHERA Marco
4 134 NOVOSJOLOV Nikolai
5 128 HEINZER Max
6 128 JUNG Jinsun
7 125 BOREL Yannick
8 121 PARK Sangyoung
9 120 JERENT Daniel
10 118 REDLI Andras
11 110 KURBANOV Ruslan
12 107 LIMARDO GASCON Ruben
13 104 PARK Kyoungdoo
14 93 GAROZZO Enrico
15 90 KANO Koki
16 89 MINOBE Kazuyasu

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Foto Bizzi/Fie

Spada maschile, a Vancouver il quinto atto stagionale

La coppa del Mondo di spada maschile riparte dal Canada. Italia senza Pizzo e Fichera, che non partono per problemi fisici.  Continue reading

Spada maschile: il ranking aggiornato dopo Heidenheim

 

Dopo la prova tedesca, in testa alla classifica Mondiale della spada individuale maschile continua a esserci Paolo Pizzo. L’aviere siciliano, assente ad Heidnheim, comanda davanti al coreano Jung Jinsun e all’ucraino Bogdan Nikishin, secondo sabato.

Fra gli altri azzurri, il migliore è Marco Fichera (quarto posto per lui), mentre Enrico Garozzo chiude il novero della Top 16. Diciassettesimo, invece, Andrea Santarelli.

1 200 PIZZO Paolo
2 160 JUNG Jinsun
3 152 NIKISHIN Bogdan
4 145 FICHERA Marco
5 140 BOREL Yannick
6 124 PARK Kyoungdoo
7 121 PARK Sangyoung
8 118 NOVOSJOLOV Nikolai
9 114 REDLI Andras
10 114 JERENT Daniel
11 112 HEINZER Max
12 112 MINOBE Kazuyasu
13 110 KURBANOV Ruslan
14 107 LIMARDO GASCON Ruben
15 99 KWEON Youngjun
16 93 GAROZZO Enrico

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Fotografie Augusto Bizzi

 

Sfratto Piccolo Teatro, l’appello di Marco Fichera

 

La notizia dello sfratto da parte del Comando dei Vigili del Fuoco di Milano ai danni della Scherma Cariplo Piccolo Teatro ha toccato da vicino molti. Fra cui Marco Fichera, che in quella palestra si allena e in quella palestra ha costruito un percorso che lo ha portato (assieme ad Enrico Garozzo, Paolo Pizzo e Andrea Santarelli) a vincere fra le altre cose l’argento olimpico a Rio.

Lo stesso spadista acese, tramite social, ha rivolto un appello perché tutto si possa risolvere nel migliore de modi:

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Fotografia Augusto Bizzi

 

Marco Fichera: Caro Gigio ti scrivo…

 

Gianluigi Donnarumma è fra i personaggi più discussi in questo periodo estivo. Dapprima la telenovela per il rinnovo del contratto con il Milan, quindi le polemiche per il mancato sostenimento dell’esame di maturità, che il neodiciottenne calciatore aveva chiesto di posticipare per la concomitanza con gli impegni sportivi del Campionato Europeo Under 21.

Nel mare magnum delle polemiche, spesso condotte con toni incivili e poco garbati, ha voluto dire la sua lo spadista azzurro Marco Fichera, che sul proprio profilo Facebook ha indirizzato una sorta di lettera aperta al calciatore del Milan, per esporre la sua posizione soprattutto sul delicato tema del rapporto fra sport e istruzioni Parole di grande equilibrio e saggezza, da parte dello spadista acese argento olimpico a Rio, che riportiamo per intero:

Ho letto con dispiacere in questi giorni della rilevanza mediatica che ha assunto la vicenda che vede al centro il portiere dell’Italia u21 e del Milan Gigio Donnarumma. Ho visto quante persone hanno espresso il proprio parere sia stato esso negativo o positivo. Oggi ho deciso di dirvi come la penso e lo faccio perché il tema dell’istruzione legata allo sport mi sta molto a cuore.


Caro Donnarumma, chi scrive è un atleta,un professionista come te che spesso si è trovato nella tua stessa situazione. Spesso nella mia carriera ho dovuto prendere decisioni professionali che sono andate in contrasto rispetto al mio percorso di studi. Ho dovuto fare questo perché purtroppo siamo molto indietro in Italia riguardo al doppìo ruolo di studente/atleta. Ho combattuto e combatto tuttora per riuscire a coniugare al meglio il mio percorso universitario e quello sportivo.
Spesso trovo davanti a me anche oggi, con una medaglia olimpica al collo, professori che credono sia opportuno chiudermi la porta in faccia piuttosto che trovare una soluzione che renda soddisfatti tutti. Come me combattono ogni giorno decine di nostri colleghi che nonostante le continue partenze per impegni agonistici hanno la voglia ed il coraggio per provare ad affermarsi anche al di fuori dell’ambito sportivo.
Credo fortemente che per completare una persona serva non solo essere completi e vincenti nell’ambito che si pratica ma riuscire ad aprire gli orizzonti non rimanendo miopi davanti all’evolversi della vita.

Mi dispiace ma credo che tu abbia sbagliato.

Ho la presunzione di pensarlo perché credo che tu abbia mancato di rispetto,in primis, a tutti i tuoi colleghi che,senza successo, provano a trovare una soluzione per riuscire a finire gli studi oltre che alle istituzioni scolastiche che si sono prodigate per farti raggiungere questo tuo obiettivo.
Il ampionato europeo è una delle manifestazioni di maggior prestigio che ti trovi a giocare e la commissione d’esame si è avvicinata giustamente, ma come purtroppo poco spesso accade, alle tue necessità, mettendoti nella condizione di terminare un percorso che ti avrebbe completato come uomo e quindi come atleta. Penso tu abbia sprecato un’occasione, un’occasione molto rara che tu hai avuto la bravura di esserti guadagnato ma che altri non hanno la fortuna di poter avere non avendo il prestigio del tuo nome sulla schiena. Ogni giorno quando ho degli spazi liberi da allenamenti, studio per preparare le materie che prima o poi riuscirò a sostenere e spesso capita che i professori pensino, ancora, dopo quanto ho dimostrato, che sia meglio consigliarmi la strada più semplice… cioè mollare o da una parte o dall’altra. E sai cosa rispondo loro? Che io prima o poi,nonostante i loro muri riuscirò e quando quel giorno arriverà sarò un uomo completo. Tornando da Rio2016 ho fatto il viaggio con due campioni olimpici, entrambi concordavano sulla oggettiva difficoltà in Italia di poter proseguire nelle due strade. Entrambi si sono messi all’opera per provare ad aiutare tutti noi e grazie al loro lavoro qualcosa si è mosso. A loro dico grazie perché hanno smosso un qualcosa che da tempo era immobile. Premesso che la tua decisione non può e non deve essere giudicata e che tu debba essere l’unico a poter prendere una decisione cosi personale,penso che tu abbia perso un’occasione per dimostrare che si può fare. Perché in fondo saresti diventato migliore sia come atleta che come uomo e perché nella vita per essere dei grandi uomini non serve solo essere campioni su un campo da gioco o una pedana da scherma ma serve avere rispetto e consapevolezza di tutto quello che ci circonda. La mia stima sportiva è enorme, in bocca al lupo per i tuoi futuri obiettivi!

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Foto Bizzi