Marco Fichera: Caro Gigio ti scrivo…

 

Gianluigi Donnarumma è fra i personaggi più discussi in questo periodo estivo. Dapprima la telenovela per il rinnovo del contratto con il Milan, quindi le polemiche per il mancato sostenimento dell’esame di maturità, che il neodiciottenne calciatore aveva chiesto di posticipare per la concomitanza con gli impegni sportivi del Campionato Europeo Under 21.

Nel mare magnum delle polemiche, spesso condotte con toni incivili e poco garbati, ha voluto dire la sua lo spadista azzurro Marco Fichera, che sul proprio profilo Facebook ha indirizzato una sorta di lettera aperta al calciatore del Milan, per esporre la sua posizione soprattutto sul delicato tema del rapporto fra sport e istruzioni Parole di grande equilibrio e saggezza, da parte dello spadista acese argento olimpico a Rio, che riportiamo per intero:

Ho letto con dispiacere in questi giorni della rilevanza mediatica che ha assunto la vicenda che vede al centro il portiere dell’Italia u21 e del Milan Gigio Donnarumma. Ho visto quante persone hanno espresso il proprio parere sia stato esso negativo o positivo. Oggi ho deciso di dirvi come la penso e lo faccio perché il tema dell’istruzione legata allo sport mi sta molto a cuore.


Caro Donnarumma, chi scrive è un atleta,un professionista come te che spesso si è trovato nella tua stessa situazione. Spesso nella mia carriera ho dovuto prendere decisioni professionali che sono andate in contrasto rispetto al mio percorso di studi. Ho dovuto fare questo perché purtroppo siamo molto indietro in Italia riguardo al doppìo ruolo di studente/atleta. Ho combattuto e combatto tuttora per riuscire a coniugare al meglio il mio percorso universitario e quello sportivo.
Spesso trovo davanti a me anche oggi, con una medaglia olimpica al collo, professori che credono sia opportuno chiudermi la porta in faccia piuttosto che trovare una soluzione che renda soddisfatti tutti. Come me combattono ogni giorno decine di nostri colleghi che nonostante le continue partenze per impegni agonistici hanno la voglia ed il coraggio per provare ad affermarsi anche al di fuori dell’ambito sportivo.
Credo fortemente che per completare una persona serva non solo essere completi e vincenti nell’ambito che si pratica ma riuscire ad aprire gli orizzonti non rimanendo miopi davanti all’evolversi della vita.

Mi dispiace ma credo che tu abbia sbagliato.

Ho la presunzione di pensarlo perché credo che tu abbia mancato di rispetto,in primis, a tutti i tuoi colleghi che,senza successo, provano a trovare una soluzione per riuscire a finire gli studi oltre che alle istituzioni scolastiche che si sono prodigate per farti raggiungere questo tuo obiettivo.
Il ampionato europeo è una delle manifestazioni di maggior prestigio che ti trovi a giocare e la commissione d’esame si è avvicinata giustamente, ma come purtroppo poco spesso accade, alle tue necessità, mettendoti nella condizione di terminare un percorso che ti avrebbe completato come uomo e quindi come atleta. Penso tu abbia sprecato un’occasione, un’occasione molto rara che tu hai avuto la bravura di esserti guadagnato ma che altri non hanno la fortuna di poter avere non avendo il prestigio del tuo nome sulla schiena. Ogni giorno quando ho degli spazi liberi da allenamenti, studio per preparare le materie che prima o poi riuscirò a sostenere e spesso capita che i professori pensino, ancora, dopo quanto ho dimostrato, che sia meglio consigliarmi la strada più semplice… cioè mollare o da una parte o dall’altra. E sai cosa rispondo loro? Che io prima o poi,nonostante i loro muri riuscirò e quando quel giorno arriverà sarò un uomo completo. Tornando da Rio2016 ho fatto il viaggio con due campioni olimpici, entrambi concordavano sulla oggettiva difficoltà in Italia di poter proseguire nelle due strade. Entrambi si sono messi all’opera per provare ad aiutare tutti noi e grazie al loro lavoro qualcosa si è mosso. A loro dico grazie perché hanno smosso un qualcosa che da tempo era immobile. Premesso che la tua decisione non può e non deve essere giudicata e che tu debba essere l’unico a poter prendere una decisione cosi personale,penso che tu abbia perso un’occasione per dimostrare che si può fare. Perché in fondo saresti diventato migliore sia come atleta che come uomo e perché nella vita per essere dei grandi uomini non serve solo essere campioni su un campo da gioco o una pedana da scherma ma serve avere rispetto e consapevolezza di tutto quello che ci circonda. La mia stima sportiva è enorme, in bocca al lupo per i tuoi futuri obiettivi!

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Foto Bizzi

 

 
 

Fichera, Foconi e Mormile campioni italiani a Gorizia

Per l’acese e la romana è il primo titolo assoluto in carriera. Foconi fa doppietta. Sul podio del fioretto maschile anche il Cadetto Tommaso Marini.

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VIDEO – Il fair play di Marco Fichera

 

Marco Fichera ha chiuso al secondo posto la prova di Grand Prix di domenica a Bogotà, battuto dall’ucraino Bogdan Nikishin. Ma più del risultato finale, a nobilitare la gara dello spadista acese è stato il bel gesto di cui si è resto protagonista, indicando senza indugio all’arbitro di aver toccato per terra e non l’avversario. Un gesto che si è spesso visto sulle pedane di scherma, ma che ogni volta va applaudito.

«Lo rifarei altre cento volte» ha dichiarato poi lo stesso Fichera. Che alla seconda vittoria di fila in Coppa del Mondo dopo Parigi, ha anteposto il rispetto dei valori con cui è cresciuto: del resto, si è Campioni anche per questi gesti. Chapeau, Marco!

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Fotografia di Augusto Bizzi

 

Sicilia Bedda in alta quota, Fichera e Munzone a podio a Bogotà

Marco Fichera battuto in finale da Nikishin. Terzo posto per Edoardo Munzone, alla miglior gara in carriera. Garozzo e Pizzo si fermano ai quarti.  Continue reading

VIDEO – La finale vittoriosa di Marco Fichera a Parigi

 

Se è vero che la prima vittoria in Coppa del Mondo non si scorda mai, quando questa vittoria arriva in una gara prestigiosa come il Monal acquista tutt’altro sapore. Ne sa qualcosa Marco Fichera, che ieri ha battuto Yannick Borel nell’atto finale.

Un assalto tutto da rigustare e che vi riproponiamo integralmente.

 

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Fotografia Pamart/Fie