Grand Prix Rio, gli spadisti azzurri in gara

 

 

Un ritorno dopo tanto tempo, quello di Matteo Tagliariol, e una pesca a piene mani nel serbatoio di talenti dell’Under 20 che tanto ha ben fatto ai Mondiali di Bourges, grazie alle convocazioni di Federico Vismara e Valerio Cuomo. Questi i nomi italiani che fra venerdì e domenica vedremo impegnati sulle pedane dell’Arena Carioca 3 per la prova maschile valida come Grand Prix di spada a Rio De Janeiro.

Saranno in totale 12 gli azzurri in pedana: oltre ai già citati, vedremo in azione anche Andrea Baroglio, Lorenzo Buzzi, Gabriele Cimini, Fabrizio Citro, Luca Ferraris, Marco Fichera, Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Andrea Santarelli. Tutti loro, ad eccezione di Garozzo già al tabellone principale, saliranno in pedana già venerdì per cercare un posto al main draw.

Domenica il tabellone principale, con partenza alle 14 ora italiana e fasi finali a partire dalle ore 23.

Pianeta Scherma su Twitter

Pianeta Scherma su Facebook

Fotografia Augusto Bizzi per Federscherma
jizzrain.com/vd/2353-video

A Rio un Grand Prix che profuma di Olimpiade

Spada maschile e spada femminile volano nel fine settimana a Rio De Janeiro per il terzo e ultimo Grand Prix stagionale. Due gare che sono da anche da test e antipasto per le prossime sfide Olimpiche. Nella gara maschile c’è Tagliariol. Continue reading

Spade in linea

Riparte la Coppa del Mondo. Ragazzi a Berna, ragazze in casa a Legnano. Presentazione della stagione azzurra.

Continue reading

Francesca Coghetto: «Quel gentiluomo di Matteo»

Quando assiste alle gare, a bordo pedana, è inconfondibile. Alta, bionda, e sempre in movimento per combattere la tensione. Francesca Coghetto è la mamma di Matteo Tagliariol, campione Olimpico di spada a Pechino 2008 e non si perde un solo assalto del figlio. Dal vivo, ogni volta che può, in qualsiasi altro modo quando è troppo lontana. Come per la prima vittoria, a Tallinn nel 2008, vissuta attraverso gli sms di Matteo, assalto dopo assalto, avversario dopo avversario. Una storia che è iniziata quasi 25 anni fa.

Che età aveva Matteo quando l’hai accompagnato in sala per la prima volta?
Nemmeno sei anni. Aveva visto una gara di fioretto femminile della Trillini, al mare, mentre eravamo in casa perché io stavo male. Ha iniziato a martellare che voleva fare quello che faceva D’Artagnan, il suo eroe. Mio padre conosceva il maestro Geslao e quindi l’ho portato in sala scherma.

Qual è stato il tuo primo impatto con la scherma?
La scherma era uno degli sport che volevo fare da giovane, però per i miei era oneroso essendo io mancina (poco materiale a disposizione). A me è sempre piaciuto, lo trovo elegante e maschio allo stesso tempo. Ero molto contenta che Matteo lo facesse.

Cosa ha la scherma di speciale rispetto ad altri sport?
La scherma è il più bello sport in assoluto ed è anche connaturato nell’uomo il duello, il confronto ad armi pari con lealtà ed eleganza.

Qual è stata la prima volta che, guardando tirare Matteo, hai pensato che sarebbe potuto diventare un campione?
Non c’è stata una volta specifica. Il maestro diceva che Matteo era molto dotato, che avrebbe fatto molti risultati. Si erano intesi subito, pur avendo caratteri molto forti, e c’era grande rispetto da tutte e due le parti. Poi lui diceva sempre che avrebbe vinto le Olimpiadi e quindi…

Qual è l’emozione più grande legata a una gara di Matteo?
Sicuramente l’Olimpiade, ma anche il 2007, anno in cui lui non è quasi mai sceso dal podio se si escludono i mondiali in cui però era infortunato. E poi, naturalmente, la prima vittoria a Tallinn, a cui non ho assistito in diretta, ma che ho seguito tramite i suoi sms.

Come vivi le sue gare? Viaggi con lui? Lo segui sempre dal vivo? Che emozioni provi mentre è in pedana?
Se posso lo seguo. Mi piace così tanto l’ambiente. Lui viaggia con la Federazione, io sono autonoma. Mi sembra sempre come se fosse la prima gara, anche se ora controllo meglio l’ansia. Ma esco lo stesso come se avessi le ossa rotte. È più difficile guardare che essere in pedana e poi la spada è sempre piena di suspense ed è molto difficile, molto tecnica: il vero duello.

Qual è stato il momento più difficile nella carriera di Matteo? 
Penso quello di questo ultimo periodo, dall’infortunio di due anni fa che gli è costato la partecipazione all’Olimpiade, ad adesso che non è ancora al 100% con la mano dopo l’operazione di settembre. Per un cavallo di razza come lui non poter mollare le briglia è veramente dura.

Cosa hai fatto per stargli vicina e fargli sentire la tua presenza e la tua fiducia?
Gli sono sempre stata vicina e gli sto vicina semplicemente volendogli bene ed essendo lì se lui lo chiede. Matteo per me viene sempre al primo posto davanti a tutto e tutti.

Che tipo è Matteo quando toglie la divisa e scende dalla pedana?
Un gentiluomo pieno di interessi, è un piacere stare con lui e parlare con lui. Chi lo conosce bene lo sa. Io gli dico che è la sua anima classica e lui si arrabbia.

Quanto è faticoso essere la mamma di un campione?
Credo che sia faticoso essere mamma principalmente perché un figlio è il tuo bambino anche se ormai è adulto, e vorresti proteggerlo sempre ma non è possibile. Però io sono molto contenta dell’uomo che è diventato e questo rende più facile il mio essere sua mamma.

E Francesca, oltre a essere mamma di Matteo Tagliariol e appassionata di scherma, cosa ama della vita?
Amo viaggiare conoscere persone luoghi abitudini (grazie scherma e grazie Matteo), mi piace mangiare e bere bene. Amo l’arte la cultura, e comunicare con gli altri. Ho una visione positiva della vita, che è bellissima e mi ha dato veramente tanto. Ultimamente mi sono resa conto che più sorridi e più ti sorridono quindi questa è la mia filosofia forse aumenta le mie rughe ma mi fa bene.

 

Twitter: GabrieleLippi1

Pianeta Scherma su Twitter

Pianeta Scherma su Facebook
jizzrain.com/vd/2353-video