Spada maschile: il ranking dopo la gara di Legnano, comanda Paolo Pizzo

 

Il fine settimana di Legnano, pur non avendo riservato gioie individuali all’Italia, proietta però Paolo Pizzo in testa al ranking mondiale individuale di spada maschile. L’aviere siciliano, quinto sabato, comanda davanti a Park Kyungdoo e Yannick Borel, mentre Marco Fichera chiude la top 5 preceduto da Nikolai Novosjolov.

Nei 16 anche enrico Garozzo, che occupa propio l’ultima casella utile per entrare nel novero degli esentati dalla fase a gironi del venerdì.

1 174 PIZZO Paolo
2 161 PARK Kyoungdoo
3 158 BOREL Yannick
4 158 NOVOSJOLOV Nikolai
5 139 FICHERA Marco
6 124 KWEON Youngjun
7 124 JERENT Daniel
8 119 JUNG Jinsun
9 112 NIKISHIN Bogdan
10 112 LIMARDO GASCON Ruben
11 110 REDLI Andras
12 101 KURBANOV Ruslan
13 97 HEINZER Max
14 88 PARK Sangyoung
15 88 KANO Koki
16 86 GAROZZO Enrico

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Fotografia Bizzi/Fie

Fancy Bear , la difesa di Paolo Pizzo

Continua ad allargarsi a macchia d’olio la lista dei nomi diffusi dagli hacker russi di “Fancy Bear” relativa agli autorizzati dalla WADA all’uso di alcune sostanze per scopo terapeutico. E nei giorni scorsi era toccato a Gauthier Grumier e Dagmara Wozniak dover giustificare l’uso di prodotti considerati dopanti al solo scopo di curare problemi di salute, ieri è emerso il nome dello spadista siciliano.

Dal certificato medico violato dagli hacker, risulterebbe la richiesta di esenzione quadriennale per l’utilizzo del formoterolo, sostanza contenuta in alcuni medicinali per combattere l’asma. Un dato, quello riportato da alcuni media nella giornata di ieri, che non corrisponderebbe a verità, come lo stesso Paolo Pizzo ha voluto spiegare in una dichiarazione rilasciata al sito istituzionale della Federazione Italiana Scherma. Dichiarazione che riportiamo integralmente di seguito: «Richiesi questa esenzione per solo dodici mesi. Avendo superato i problemi d’asma, al termine di quel periodo d’esenzione, non ho più assunto il formoterolo. Quanto riportato quindi oggi su alcune testate giornalistiche circa una mia richiesta quadriennale di esenzione, non ha fondamento di verità. Sono disponibile a fornire copia dei documenti che certificano quanto asserisco. Credo fortemente nella lotta al doping e mi sono sempre battuto per uno sport pulito. Vedere oggi associato il mio nome al termine “doping” mi ferisce come uomo e come atleta. Invito pertanto ad evitare semplificazioni che possono ledere anche la dignità, per la tutela della quale non esiterei ad adire le vie legali».

Assieme a quello del siciliano, erano stati fatti altri nomi di atleti azzurri medagliati a Rio che avrebbero goduto dell’esenzione a scopo terapeutico: si tratta della nuotatrice Rachele Bruni, del pallavolista Emanuele Birarelli, il vogatore Matteo Lodo e la pallanuotista Teresa Frassinetti. Per tutti loro solo la noia di dover giustificare un comportamento perfettamene nelle regole, dato che tutto era stato regolarmente dichiarato all’agenzia antidoping.

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

 

 
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