A Mosca andò così – Le gare femminili

Il bis iridato di Rossella Fiamingo, la stagione perfetta di Sofya Velikaya, il trionfo casalingo di Inna Deriglazova. Ma anche il successo del Dream Team del fioretto azzurro. Cosa successe due anni fa a Mosca.

 

Da Mosca a Lipsia, passando per Rio De Janeiro. Due anni dopo il grande show nella capitale della Russia, la scherma assegna in Sassonia le prime medaglie iridate di un nuovo ciclo olimpico con rotta verso Tokyo 2020. Meno di dieci giorni e poi conosceremo i nomi delle nuove regine delle varie armi, nell’attesa però facciamo un passo indietro per rivivere quanto accadde sulle pedane moscovite nelle gare al femminile (le gare al maschile saranno protagoniste della seconda parte dell’articolo)

Inna Deriglazova, campionessa del Mondo 2015 (foto: Alessandro Gennari)

Inna profetessa in patria – L’ultima non italiana a vincere un Mondiale nel fioretto femminile fu Aida Shanaeva ad Antalya 2009. In mezzo, un lungo interregno italiano, prima che Inna Deriglazova – battendo in finale proprio la Shanaeva – riuscisse, profetessa in patria, a riportare lontano dai lidi italiani la medaglia più prestigiosa. Al terzo posto Arianna Errigo, fermata proprio da Deriglazova, e l’americana Nzingha Prescod. —-> LA CRONACA DELLA GARA

Sofya Velikaya si gode la sua stagione perfetta (foto: Bizzi)

La stagione perfetta della Zarina Sofya – Quattro vittorie in Coppa del Mondo, e quando non arrivava il trionfo, un piazzamento sul podio. Un giretto alla cassa per riscuotere l’oro all’Europeo e poi la chiosa finale davanti al suo pubblico, in adorazione per Sofya la Grande, che tiene fede al proprio cognome e confeziona la sua stagione perfetta. Nel giorno in cui Olga Kharlan – co protagonista assieme alla russa di un duello entusiasmante lungo tutto l’arco della stagione – si ferma presto, a fare da scudiera alla russa sul podio un’ispiratissima Cecilia Berder (l’ultima ad arrendersi), la cinese Chen Shen e l’ungherese Anna Marton. —-> LA CRONACA DELLA GARA

Il sorriso di Rossella Fiamingo dopo la seconda vittoria al Mondiale (Foto: Bizzi)

Rossella II, regina azzurra di spade – Un anno dopo il trionfo di Kazan, Rossella Fiamingo concede il bis al termine di un’altra gara perfetta. L’aria di grande evento ispira la catanese, che una dopo l’altra mette in riga le avversarie, ultima delle quali una sorprendente Emma Samuelsson. La svedese trova la miglior gara della sua carriera, ma contro la catanese non può fare nulla. Terza piazza per Sarra Besbes e la cinese Anqi Xu —-> LA CRONACA DELLA GARA

Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Martina Batini e Valentina Vezzali festeggiano l’oro appena conquistato (Foto: Bizzi)

Fortissimamente Dream Team – La prova individuale, oltre all’andamento stagionale in cui le russe guidate allora da Stefano Cerioni si erano avvicinate alle azzurre, avevano dato grandi speranze alle padrone di casa per la gara a squadre. Ma sulle pedane, la storia è tutt’altra: Martina Batini, Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Valentina Vezzali mettono in scena un’altra recita perfetta e regalano una delusione a domicilio a Deriglazova e compagne. Altro oro, altro trionfo. Bronzo per la Francia. —-> LA CRONACA DELLA GARA

Una corazzata invincibile – Da Dream Team a Dream Team, dal fioretto alla sciabola, dall’Italia alla Russia. Sofya Velikaya al timone, Yana Egoria, Ekaterina Dyachenko e Yulia Gavrilova come bocche da fuoco: la finale contro l’Ucraina è tirata e spettacolare, ma alla fine l’oro va ancora in banca a Mosca. Terzo posto per gli Stati Uniti, Italia quinta. —-> LA CRONACA DELLA GARA

Le guerriere d’oriente – Mentre l’Italia esce rumorosamente dalla lotta per le medaglie sorpresa dalla Francia, a volare sulle pedane moscovite sono le ragazze cinesi. Xu e compagne battono in finale la Romania e si aggiudicano il titolo iridato, mentre l’Ucraina centra il terzo posto. —-> LA CRONACA DELLA GARA

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Fotografia di Augusto Bizzi per Federscherma

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